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Paride Scuffi

Opere Fotografiche Artistiche

Progetto

Silenzio

Le fotografie artistiche di paesaggio del progetto Silenzio sono opere d’arte in bianco e nero e appartengono alla categoria Fine Art.

La prima cosa che faccio per la realizzazione dei miei progetti artistici è cercare un’idea di base. Spesso quest’idea nasce da meditazioni personali su aspetti e concetti profondi della vita e una volta inquadrata l’idea di partenza cerco poi di svilupparla. Per fare questo mi avvalgo di esperienze vissute personalmente e questo vale anche per tutte le altre mie opere fotografiche. Infatti, anche il tema del progetto Silenzio ha avuto un’evoluzione causale. Si hai letto bene, ho detto “causale” e non “casuale”, perché niente accade per caso.
Ti racconterò nello specifico tutti i retroscena del progetto Silenzio in un altro momento, ma per adesso voglio presentarti queste fotografie artistiche di paesaggio.

Le fotografie artistiche di paesaggio del progetto Silenzio rappresentano il principio Buddista “shiki shin funi”.

Nella presentazione di una mostra del progetto artistico Silenzio, il curatore Francesco Mutti ha scritto:
“Figlio di una profonda meditazione sulla percezione dell’esistenza, il progetto Silenzio si sviluppa sulla necessità di rendere tangibile il principio di “non dualità” (shiki shin funi). Mente eterea e corpo materiale procedono assieme nella nostra vita in relazione reciproca. Separati e distinti ma in realtà indivisibili.
Affascinato dalla legge degli opposti, il fotografo fiorentino Paride Scuffi decide dunque di dedicare le sue due ultime stagioni espressive all’analisi di tale principio. Egli concentra la propria attenzione verso l’antitetico concetto sonoro del “silenzio”.
Nell’ottica dunque di un’inevitabile relazione tra causa ed effetto, Scuffi indaga perciò l’essere umano nel suo rapporto serrato con la Natura. E concede all’idea di isolamento assoluto la chiave per la comprensione di tale dualità”.

Meditando su questo principio ho indagato sulla relazione che lega gli “opposti”.

Secondo il principio buddista “shiki shin funi”, mente e corpo sono uniti da una relazione di “non dualità”. Questo significa che mente e corpo sono due ma non due cioè separati e distinti, ma in realtà indivisibili. Mentre una parte abbiamo la mente eterea e dall’altra abbiamo il corpo materiale. L’una esiste inseparabilmente dell’altro e viceversa.
Allargando questo concetto anche ad altri aspetti della vita, ho scoperto che esiste una relazione che sta alla base dell’attrazione fra gli “opposti”.
Non è un concetto molto semplice e infatti, per comprendere bene questo principio, bisogna fare attenzione ad un aspetto molto importante.

Negli opposti un elemento non è l’assenza dell’altro e nemmeno il contrario, ma è semplicemente l’opposto.

Ad esempio, il bianco esiste perché esiste il nero. Se il nero può essere inteso come la somma di tutti i colori, il bianco ne è la sottrazione, ma non può essere l’assenza di colori altrimenti non esisterebbe il colore bianco.
Quindi, non significa che il nero è un colore mentre il bianco non lo è. Entrambi sono due colori, ma semplicemente opposti.
Allo stesso modo, il silenzio non è l’assenza di suono, ma è anch’esso un suono. Quindi, niente può esistere senza il suo opposto.
Colpito da questa scoperta, ho voluto approfondire questo concetto attraverso le fotografie artistiche di paesaggio del progetto Silenzio.
Mi sono chiesto quindi come avrei potuto rappresentare il silenzio ovvero qualcosa di immateriale e senza forma, né colore? Cercando una risposta mi sono accorto che una fotografia è qualcosa che possiede in sé stessa tutte queste caratteristiche.

Attraverso le fotografie artistiche di paesaggio ho rappresentato il silenzio e il suo opposto.

Con qualcosa di tangibile come ad esempio una fotografia, ho rappresentato infatti qualcosa di intangibile, cioè il silenzio. Infatti, con questa relazione ho creato una sorta di legame tra qualcosa di immateriale e qualcosa di materiale.
E’ stato incredibile scoprire che l’opposto di qualcosa non è necessariamente fatto della stessa essenza del primo.
Quindi ciò che può essere udito può essere anche visto. E se l’opposto del suono è il silenzio, allora l’oggetto (materiale) che produce il suono (immateriale) è l’opposto del suono stesso.
Se ogni suono è prodotto da un oggetto dal quale è inscindibile, cioè il suo opposto, allora qual è l’oggetto che produce il silenzio?
La mia risposta è: noi stessi. Nel momento in cui decidiamo di isolarci da tutto il resto, cominciamo ad emettere il “suono” del silenzio.

Premi per le fotografie artistiche di paesaggio del progetto Silenzio.

Le fotografie artistiche del progetto Silenzio sono state premiate in concorsi fotografici nazionali e internazionali.
In particolare:

  • L’opera Silenzio 9 ha vinto il concorso “Sguardi su territorio: paesaggi – arte – gente e tradizioni del territorio camaiorese” (Comune di Camaiore – Lu).
  • L’opera Silenzio 8 si è classificata al 4° posto al concorso fotografico “I diversi volti di Camaiore: trasformazioni di un territorio” (Comune di Camaiore – Lu).
  • Silenzio 11 invece ha ottenuto il premio speciale della Giuria al concorso europeo Eisa Maestro 2016 e la pubblicazione sulla rivista di settore Tutti Fotografi.

Tutte le fotografie del progetto Silenzio sono state realizzate in luoghi situati sulla costa toscana.

Tutte le opere del progetto

Silenzio

Informazioni

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